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Che cos'è un infostealer? La parola della settimana

Un infostealer ruba password, cookie e dati salvati sul dispositivo, in silenzio. Come arriva, quali segnali lascia e come difenderti.

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La parola della settimana · infostealer · malware · sicurezza informatica

Non blocca lo schermo, non chiede riscatti, non mostra avvisi. Fa il suo lavoro e se ne va, portandosi via quello che trova. La parola della settimana è infostealer.

Che cos'è

Un infostealer è un programma che ruba password, cookie e dati salvati sul dispositivo e li spedisce a qualcun altro. Il nome lo dice: info più stealer, cioè ladro di informazioni.

Lavora in silenzio, senza schermate e senza avvisi. Gira su Windows da sempre, ma da qualche anno esiste anche per macOS. Nessun sistema operativo, da solo, ti mette al riparo.

Come lo usano contro di te

Di solito un infostealer non entra forzando la porta: sei tu ad aprirgli, convinto di fare altro. I copioni più comuni sono tre.

  • Il finto aggiornamento. Un sito ti avvisa che il browser è vecchio e ti propone di scaricare la nuova versione. Il file lo installi tu.
  • Il programma crackato. Un'app a pagamento scaricata gratis da un sito non ufficiale. Nessuno sa cosa ci sia stato aggiunto dentro.
  • L'allegato o il link. Un documento, una fattura, un pacco in consegna: il file da aprire è il pretesto.

Una volta dentro, raccoglie password salvate nel browser e cookie delle sessioni aperte. I cookie sono il bottino più insidioso: sono il «resta connesso» dei siti, e con quelli qualcuno può riaprire le tue sessioni senza dover passare dalla password.

Come riconoscerlo

È difficile, perché è fatto apposta per non farsi notare. I segnali, quando ci sono, arrivano dopo e dai tuoi account:

  • avvisi di accesso da dispositivi o luoghi che non conosci;
  • email di cambio password o di nuove impostazioni che non hai toccato;
  • messaggi partiti dai tuoi profili senza che tu li abbia scritti.

Se li vedi poco dopo aver installato qualcosa di dubbio, il collegamento è probabile.

Come difenderti

  1. Installa solo da fonti ufficiali. App store, sito del produttore, niente versioni crackate.
  2. Ignora gli aggiornamenti proposti da un sito. Il browser e il sistema si aggiornano dalle loro impostazioni, non da un banner.
  3. Lascia attivi gli aggiornamenti automatici. Correggono i punti deboli appena vengono scoperti.
  4. Proteggi gli account principali. Passkey o verifica in due passaggi su email, banca e servizi di lavoro.

Se sospetti un'infezione, cambia le password importanti da un altro dispositivo e, dove il servizio lo permette, disconnetti tutte le sessioni aperte.

La regola pratica

Installa solo da fonti ufficiali: un infostealer di solito entra perché qualcuno gli apre.

Per le aziende

Un infostealer su un computer aziendale non ruba solo dati personali: può portarsi via gli accessi a posta, gestionali e servizi in cloud, con tutte le sessioni già aperte. Le basi valgono per ogni dispositivo: app da fonti controllate, aggiornamenti gestiti, autenticazione forte sugli account di lavoro, sessioni che scadono.

In NEURAFIT sviluppiamo app, piattaforme e automazioni pensando anche a come qualcuno potrebbe forzarle. Se vuoi capire quanto sono esposti i computer e gli strumenti della tua azienda, scrivici a info@neurafit.it: ti risponde direttamente chi sviluppa.

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