Ti arriva un messaggio: c'è un pagamento sospetto sul tuo conto, contattaci. Poco dopo squilla il telefono, e sul display c'è il numero della tua banca. Lo stesso che hai salvato in rubrica, lo stesso che trovi sul sito. Il dubbio sparisce, perché il mito è rassicurante: se ti chiama la banca dal suo numero vero, puoi fidarti.
Verdetto: falso. Il numero che compare sul telefono si può falsificare. Si chiama spoofing, e serve proprio a sembrare la tua banca. Il numero giusto sul display non dice niente su chi c'è dall'altra parte.
Il numero si può falsificare
Lo spoofing è il trucco che fa comparire sul tuo telefono il numero, o il nome, di qualcun altro. Ti chiama un truffatore, ma tu leggi il numero della banca, o di un ufficio pubblico, o di un'azienda che conosci. A volte il telefono mostra perfino il nome con cui l'hai salvato in rubrica, e questo rende tutto ancora più credibile.
Il numero di chi chiama, insomma, funziona come il mittente scritto a mano su una busta: chiunque può scriverci quello che vuole. Per questo non può essere la prova che la chiamata è autentica.
Il copione della truffa
Le varianti cambiano, ma lo schema è quasi sempre lo stesso.
- Il messaggio. Un SMS che sembra della banca parla di un pagamento sospetto o di un accesso anomalo. Serve a prepararti: quando arriva la telefonata, la stai già aspettando.
- La telefonata. Dal numero "giusto" chiama un operatore gentile e preparato. Conosce il nome della tua banca, a volte anche qualche tuo dato. E ha fretta: bisogna agire subito, prima che i soldi spariscano.
- La richiesta. Per mettere al sicuro i risparmi ti chiede di spostarli su un conto "protetto", oppure di dettargli un codice o di confermare un'operazione nell'app.
Il bonifico lo fai tu, con le tue mani e dalla tua app. Per questo è così difficile da recuperare: per il sistema è un'operazione che hai autorizzato tu. Questa forma di phishing al telefono ha anche un nome: vishing, da voice e phishing.
Come difendersi
Non serve diventare sospettosi con tutti. Servono tre regole, da ricordare proprio quando l'operatore ha più fretta.
- Riattacca e richiama tu. Usa il numero sul retro della carta o quello che trovi nell'app della banca. Se il problema è vero, te lo confermano. Se non lo è, la truffa finisce lì.
- Nessuna banca ti chiede di spostare i soldi per proteggerli. Il conto "sicuro" o "protetto" su cui trasferire i risparmi non esiste. Se qualcuno te lo propone, è una truffa.
- Codici e password non si dicono al telefono, a nessuno. Né il codice che ti arriva via SMS, né quello dell'app, né il PIN della carta.
Se hai già fatto un bonifico, chiama subito la tua banca dai canali ufficiali per provare a bloccarlo, poi denuncia alla Polizia Postale su commissariatodips.it.
La regola pratica
Riattacca e richiama tu, dal numero sul retro della carta.
Per le aziende
Lo spoofing non colpisce solo i correntisti. Una telefonata che sembra arrivare dalla banca dell'azienda, da un fornitore abituale o dall'assistenza informatica può spingere chi lavora in amministrazione a fare un pagamento, cambiare un IBAN o dettare un codice di accesso. Il copione è lo stesso: un numero credibile, una persona preparata, tanta fretta.
La difesa è una regola che vale per tutti: le richieste che riguardano soldi o accessi si verificano richiamando un numero già noto, mai quello da cui arriva la chiamata. Meglio ancora se la regola è scritta dentro le procedure e gli strumenti che usate ogni giorno. In NEURAFIT progettiamo app, piattaforme e automazioni con controlli di questo tipo già dentro. Se vuoi rendere più solidi i processi della tua azienda, scrivici a info@neurafit.it: ti risponde direttamente chi sviluppa.
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